L’anniversario di fondazione della Polizia è l’annuale appuntamento durante il quale si effettuano i bilanci, si riflette su quanto è stato fatto e su come approcciare alle nuove sfide della sicurezza. Ma è anche il giorno nel quale vengono premiati i poliziotti che si sono distinti per coraggio e abnegazione e si ricorda chi, nei 172 anni di storia, ha dato la vita in difesa dei valori di giustizia e legalità. La data scelta è quella del 10 aprile, giorno nel quale entrò in vigore, nel 1981, la legge n. 121, che trasformò il militare Corpo delle Guardie di pubblica sicurezza nella moderna Polizia di Stato, amministrazione civile ad ordinamento speciale.

L’Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia invia i più fervidi auguri agli uomini e alle donne della Polizia di Stato in servizio e in quiescenza per il loro 172° Anniversario al servizio del nostro Paese, ricordando il sacrificio e l’abnegazione nello svolgere il proprio lavoro su tutto il territorio nazionale garantendone la sicurezza.

Le origini della Polizia

Origini

Nel 1814 il Regno di Sardegna, con le Regie Patenti del 13 luglio, crea la ‘Direzione del Buon Governo’. Si tratta di un’unica amministrazione, con potestà di polizia, amministrative e giudiziarie delegate ai Governatori e ai Comandanti militari, affiancata dai Carabinieri Reali, anch’essi allora istituiti, come strumento esecutivo di tale indirizzo. Il tutto è sotto la regia politica del Ministero della Guerra e della Marina, che dal 1847 viene definitivamente affidata al Ministero dell’Interno con la Direzione di Polizia.

L’anno seguente, nel 1848, in concomitanza all’applicazione dello Statuto, su iniziativa di Re Carlo Alberto e del ministro Pier Dionigi Pinelli, nasce l’Amministrazione della Pubblica Sicurezza, che scalza nei suoi compiti la Direzione di Polizia. Non è solo un mero cambio di nome. Il vocabolo Pubblica Sicurezza da un lato viene incontro a un’opinione pubblica alla quale il termine Polizia suscita sentimenti di ostilità rievocando antiche prepotenze e abusi, dall’altro eleva il mantenimento dell’ordine e del rispetto delle leggi nella sfera pubblica e privata al rango di reale ed effettiva amministrazione. La riforma prevede che le funzioni di Pubblica Sicurezza siano affidate unicamente a civili, seguendo il criterio di una diversa competenza territoriale. Al vertice della Divisione Amministrativa ( gruppo di più province) è l’Intendente Generale; la singola provincia è diretta dall’Intendente; nei Mandamenti abbiamo i Delegati e i Sindaci di nomina governativa nei comuni. A Torino e Genova, capoluoghi di divisione, dipendono direttamente dall’Intendente Generale i Questori assistiti dagli Assessori e dagli Apparitori. Il braccio operativo sono sempre i Carabinieri Reali, mentre nei capoluoghi di divisione s’impiegano i Carabinieri Veterani, costola dei primi; può intervenire a sostegno della Forza Pubblica anche la Guardia Nazionale. Poco dopo la metà del secolo, nel 1852, nasce il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza alle dirette dipendenze dell’Autorità di P.S., per far fronte alle crescenti esigenze di ordine pubblico, dovute anche agli esiti della prima Guerra d’Indipendenza. Si tratta di un Corpo militarmente organizzato, unico esempio nell’Europa del tempo, elemento distintivo che suscita accese polemiche sul piano politico. Nell’espletamento dei suoi compiti di polizia, data l’esiguità del suo organico, può essere affiancato dai Carabinieri Reali, dalla Guardia Nazionale e dalla truppa, mentre al contempo scompaiono i Carabinieri Veterani. Nel 1859, poco dopo la fine della seconda Guerra d’Indipendenza, Urbano Rattazzi introduce un nuovo ordinamento per la P.S. che investe anche il personale; scompare la qualifica di assessore per far posto a quella di ispettore; viene inserita quella di applicato; permane quella di delegato.

dal sito ufficiale della Polizia di Stato: https://www.poliziadistato.it/articolo/39853